Come utilizzeremo l'open source per combattere il cambiamento climatico

Pubblicato il 12 gennaio 2022

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Cosa intendiamo per open source: la messa a disposizione di terzi dell'insieme degli elementi che consentono di copiare, utilizzare e commercializzare le innovazioni sviluppate dalle nostre filiali.

La licenza Time for the Planet

Concediamo licenze per l'uso delle nostre innovazioni a chiunque ne faccia richiesta. Naturalmente è vietato utilizzare le nostre innovazioni senza questa licenza. Rilasceremo la licenza a tutte le persone e le imprese che ne faranno richiesta, a meno che non rispettino alcuni punti della nostra carta etica.

La licenza Time for the Planet comporta diritti e doveri.

I diritti delle imprese beneficiarie della licenza Time for the Planet

I doveri

I modelli economici dell'open source

Il principio su cui si basa Time for the Planet è quello di creare imprese che devono essere economicamente sostenibili per potersi sviluppare, avere un impatto sul cambiamento climatico e suscitare la creazione di numerose altre imprese basate sull'innovazione apportata.

Ogni azienda deve quindi mettere a disposizione di tutti la conoscenza accumulata e trovare un modo per essere redditizie che non si basi sulla privatizzazione di questa conoscenza.

Ecco alcuni esempi di modelli economici possibili basati sull'open source.

Primo modello: servizi aggiuntivi

Questo modello è particolarmente indicato per le innovazioni B2B, ovvero quelle che sono vendute alle aziende. Per esempio, una tecnologia di costruzione senza cemento o per la cattura di CO2, può essere proposta ad aziende molto grandi, sotto forma di consulenza per l'implementazione piuttosto che attraverso la vendita di un sistema industrializzato.

Ci sono notevoli vantaggi nell'incontrare un grandissimo industriale per offrirgli un servizio di implementazione di una tecnologia open source, piuttosto che vendergli un prodotto finito di cui non conosce i dettagli tecnici.

In sintesi, l'obiettivo è usare la forza dell'"avversario", trasformandolo in un partner. Se una grande azienda commercializza un'innovazione che abbiamo migliorato l'impatto sarà molto più rapido che se passassimo anni cercando di competere con quell'azienda. Questo metodo consente quindi a una semplice piccola impresa con meno di 100 dipendenti di avere un impatto su aziende gigantesche, e di conseguenza su immense quantità di CO2.

Ovviamente questo modello non sarà sempre applicabile. A volte le aziende in questione non saranno disposte a fare affari con noi. Dovremo quindi scegliere un modello diverso, fortunatamente ce ne sono molti altri.

Secondo modello: identità aziendale

Nonostante aiutiamo i concorrenti a svilupparsi non rinunciamo alla posizione di leader di mercato. Gli imprenditori sanno che la presenza di una forte concorrenza non è mai motivo di fallimento di un'azienda: solamente gli errori che commettiamo reagendo alle azioni della concorrenza possono portare al fallimento.

In generale la concorrenza è virtuosa, perché la comunicazione fatta da ciascuna azienda aiuta ad allargare il mercato di riferimento. Ad esempio, il successo di Tesla e della sua comunicazione globale ha nettamente migliorato la notorietà e l'indice di fiducia dei cittadini nei confronti delle auto elettriche. Ciò ha contribuito all'aumento del fatturato di Renault e delle aziende simili in questo segmento.

Possiamo quindi avviare un'impresa, consentire ai concorrenti di svilupparsi e diventare leader di mercato grazie ad una comunicazione, un design o prodotti di maggior successo rispetto a tutti gli altri attori.
Semplicemente diventando un marchio conosciuto e che inspira fiducia.

Possiamo alternativamente concentrare il nostro sviluppo su un segmento di clienti e lasciare gli altri segmenti ai nostri concorrenti. Esempi di segmenti:

- segmento geografico (Europa vs Asia)

- segmento economico (classi socio-professionali vs classi medie)

- segmento logistico (distributore vs produttore)

- ecc...

Market place

Il principio di un market place è di rendere disponibile una tecnologia standard, al fine di permettere poi a un ecosistema di creare servizi o prodotti basati su questa tecnologia e di essere remunerato per essi. Per esempio, Android è un sistema operativo su cui qualsiasi sviluppatore può proporre un’applicazione, gratuita o pagante. Android (Google) riceve quindi una commissione per ogni vendita effettuata da applicazioni di terze parti.

Questo principio può essere esteso ad altri settori. Per esempio, un modo per creare un vantaggio competitivo per la costruzione di edifici ecologici, potrebbe essere quello di immaginare un nuovo concetto di costruzione basato sulla stampa 3D o su blocchi incastrabili. Nei due casi, possiamo immaginare di offrire ai partner la possibilità di fornire, per la costruzione, delle estensioni che consentano di:

Un altro esempio: rendere open source un’innovazione consente a un gran numero di aziende di adottare lo stesso standard. Ad esempio, una tecnologia di cattura della CO2 potrebbe avere diverse applicazioni:

Terzo modello: la rete di installatori

La realizzazione di una batteria per immagazzinare l’energia solare prodotta da una casa indipendente, a basso costo e senza utilizzare metalli rari, potrebbe essere fatto in open source. In seguito, le aziende che desiderano concludere contratti di installazione e di manutenzione potrebbero pagare per essere referenziate e contattate ad ogni acquisto di un'unità.

Quarto modello: la vendita delle materie prime

Una nuova tecnologia che richiede una materia prima (soprattutto se è difficile da ottenere) può essere distribuita gratuitamente su larga scala. Per esempio, una tecnologia per la produzione di elettricità senza metallo (quindi biologica), che richiede la coltura di un batterio specifico, potrebbe basarsi su un modello di vendita di questa materia prima alle industrie che desiderano commercializzare tale tecnologia. Ovviamente è più veloce ed economico concentrarsi sulla produzione della materia prima che sull'industrializzazione di un processo di progettazione di batterie su scala mondiale. A maggior ragione in quanto molti grandi attori sono già attrezzati per farlo.

Quinto modello: doppia licenza

La doppia licenza consiste nel proporre una versione generica dell’innovazione in open source ed a pagamento una versione più completa o più tecnica riservata ad alcuni clienti (in generale alle grandi aziende).

Sesto modello: la pubblicazione in open source ritardata

Rendere un’innovazione open-source e fornire le chiave per commercializzarla a diversi attori, permette di posizionarsi come il referente tecnologico primario. È quindi possibile commercializzare gli aggiornamenti rendendo disponibili entro pochi mesi tutte le migliorie tecniche realizzate. Le aziende che desiderano avere queste informazioni prima potranno acquistarle. Questo modello ha il vantaggio di consentire all’azienda di concentrarsi esclusivamente sulla ricerca e sviluppo, mentre distributori e produttori si focalizzano sull’implementazione e sul marketing.

Settimo modello: vendita di certificati e dell'utilizzo del marchio

Quando una tecnologia è nuova, la fiducia che ispira è fondamentale per la sua capacità di svilupparsi. Il fatto di creare la tecnologia, e di lasciare ad altre aziende il dovere di distribuirla, permette di posizionarsi come un’etichetta o un certificato, che ogni anno verificherà un uso coerente della tecnologia sviluppata. La verifica effettuata ogni anno sul posto sarà quindi a pagamento in modo che l’azienda utilizzatrice possa rassicurare i propri clienti sulla propria capacità di utilizzare al meglio tale tecnologia.

In sintesi: l’open source permetterebbe di avere un impatto maggiore e di raggiungere più facilmente la redditività

L’open source è nato nel campo del software. Da Firefox (browser Internet) al software che equipaggia gli aerei militari dell’esercito degli Stati Uniti, tali software hanno dimostrato la loro robustezza, la loro capacità di diffusione e hanno permesso la creazione di migliaia di posti di lavoro legati ad aziende che ruotano attorno all’ecosistema creatosi per ognuno di loro. È tempo di trarre ispirazione da questi successi per avviare la lotta al cambiamento climatico. La proprietà intellettuale, i brevetti e i diretti d’autore sono strumenti interessanti “in tempo di pace”. Ma per le sfide che l’umanità dovrà affrontare, dobbiamo cambiare strategia.